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15° premio Cannavò: il trionfo di Antonio La Torre nell’atletica italiana!

15° premio Cannavò

15° premio Cannavò (foto Gazzetta dello Sport)

Il 15° Premio Cannavò è stato conferito ad Antonio La Torre, attualmente direttore tecnico della Nazionale azzurra, riconoscimento insolito per un allenatore, a dimostrazione del suo impatto significativo nel mondo dell’atletica. L’Atletica Bracco, presieduta da Franco Angelotti, è l’organizzatrice del premio, che celebra l’eredità di Candido Cannavò, illustre direttore della Gazzetta dello Sport, dedicando ogni anno l’onorificenza a una figura di spicco nell’atletica leggera.

Cannavò

Cannavò, appassionato di atletica, avrebbe trovato ispirazione nella vittoriosa squadra azzurra, nei suoi campioni, nelle storie e nei valori che rappresentano. Antonio La Torre, responsabile delle squadre nazionali per gli ultimi cinque anni, è stato scelto per questo prestigioso premio, simbolo non solo dei suoi meriti personali ma anche del crescente successo del movimento atletico italiano.

Il premio è stato consegnato durante una cerimonia presso la redazione della Rosea a Milano, alla presenza di Pier Bergonzi, vice direttore, Alessandro Cannavò, figlio di Candido, e l’olimpionico Ivano Brugnetti, vincitore della 20 km di marcia ad Atene 2004 sotto la guida di La Torre.

Il premiato

La Torre ha espresso la sua gratitudine, definendo il Premio Cannavò come il più bello e significativo della sua carriera nell’atletica. Ha condiviso ricordi legati al giorno in cui Brugnetti trionfò ai Mondiali di Siviglia nel 1999, sottolineando il ruolo chiave di Candido nel riconoscere l’aspetto umano delle imprese sportive. Ha evidenziato anche i legami di amicizia con Gino Strada e il giornalista Daniele Redaelli, enfatizzando che il premio è dedicato all’intera comunità dell’atletica italiana.

Le ragioni dietro l’assegnazione del 15° Premio Cannavò a Antonio La Torre

Franco Angelotti ha sottolineato come La Torre abbia guadagnato la fiducia di tutti attraverso un’etica del lavoro centrata sulla difesa degli atleti e delle società. La sua presenza costante e la sua autenticità lo distinguono come un uomo che ha plasmato campioni e individui. Angelotti ha sottolineato l’evoluzione positiva dell’Italia nel raggiungere successi olimpici sotto la guida di La Torre, evidenziando che la sua influenza positiva continua a prosperare.

Alessandro Cannavò ha elogiato la decisione di premiare un allenatore, sottolineando che, nella tradizione della marcia, La Torre è stato una figura chiave e un mentore prezioso per molti giovani atleti.

Ivano Brugnetti ha aggiunto la sua voce, confermando che La Torre è stato per lui più di un allenatore, diventando un secondo padre nel percorso verso il titolo olimpico ad Atene 2004.

Il Premio Cannavò a La Torre rappresenta un riconoscimento non solo delle sue competenze tecniche, ma anche della sua dedizione etica, del suo impatto umano e del suo contributo fondamentale al successo dell’atletica italiana. La cerimonia sottolinea il valore di un allenatore nel plasmare il futuro degli atleti e nel promuovere i valori intrinseci dello sport.

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